Quel bene prezioso della democrazia

Dalla Libia giungono notizie terribile, bombardamenti aerei sulla folla di manifestanti. Nelle scorse settimane abbiamo assistito al sovvertimento popolare di regimi decennali, in Tunisia, Egitto e rivolte in altri paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Questi fatti non possono indurci a non fare delle profonde riflessioni. Spesso sentiamo parlare dell’Europa come esempio di un modello di cooperazione, basato sulla comprensione e sul perseguimento di ogni possibile intesa. L’esperienza che noi europei abbiamo tratto dalle tragedie delle due guerre mondiali, ci ha insegnato a sviluppare modelli di convivenza civile in un percorso nel quale l’integrazione dei popoli è presupposto fondamentale per una pace stabile e duratura. Noi crediamo che quello che sta accadendo in quei Paesi, da noi non possa avvenire. Ma questo comune sentire è vero e lo sarà, solo se noi saremo capaci di conservare quel bene prezioso della democrazia, preservando e rispettando le nostre istituzioni, capaci di garantire quel delicato equilibrio sul quale si poggia il rispetto della convivenza civile. Tutti noi dovremmo sentirci responsabili di questa impresa, perchè nessuno credo voglia rivivere quelle terribili pagine del passato.

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4 risposte a Quel bene prezioso della democrazia

  1. Ma noi siamo in guerra!
    Non dimenticarti dell’Afghanistan e anche da noi ci sono state delle vittime nelle manifestazioni di piazza, secondo me siamo molto vicini ad una guerra civile, ci odiamo troppo l’un l’altro come nel ventennio fascista e questa divisione netta fra destra e sinistra fomentata dai politici è molto pericolosa.

  2. Raffaele scrive:

    Non hai tutti i torti, ma quello che succede in Libia o che è successo in Tunisia, Egitto ed Algeria, fortunatamente qui da noi è ancora lontano dall’ avvenire, poi mai escludere nessun rischio, il fatto che noi italiani ci odiamo uno con l’altro è anche vero, ma tutti abbiamo troppo da perdere nell’esasperare certe cose oltre ogni limite. Spero che tu ti sbagli sulla possibilità di una guerra civile, non vorrei essere così pessimista. Ciao

  3. isabella scrive:

    Come dici tu Raffaele siamo in una situazione di “delicato equilibrio”, sembra impossibile, la nostra vita procede in modo lineare, non si segnalano per ora cambiamenti epocali da far pensare ad uno stravolgimento della nostra esistenza, a mio modesto avviso l’intero mondo occidentale sta sottovalutando i fatti che stanno avvenendo in Africa, ogni singolo stato europeo sembra che si stia occupando principalmente delle proprie beghe interne, nessun governo sta prendendo una netta posizione a favore o contro gli insorti, troppi sono gli interessi in gioco e nessuno osa fare il primo passo.
    I nuovi stati emergenti, quelli che detteranno il mercato negli anni a venire saranno i paesi africani, non più solo la Cina, l’India, il Brasile, per cui diamoci da fare e cerchiamo di instaurare con loro un dialogo. Occorre prendere una decisione univoca, di sostegno agli insorti, per portare democrazia ai popoli oppressi e per programmare con i nuovi governi che dovrebbero vedere la luce in questi stati nuove e più giuste politiche economiche . Vedremo…

  4. Raffaele scrive:

    @Isabella
    Spero tanto che la rivolta non si estenda anche agli stati africani, altrimenti sara’ un genocidio di dimensioni spaventose. Per il bene di tutti i governi europei dovrebbero occuparsi del problema il più in fretta possibile. Ciao

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