Se sei bravo, ti tirano le pietre…

Il dott. Marco Lanzetta è uno dei più grandi luminari nel campo della microchirurgia, primo al mondo ad aver effettuato un trapianto completo di mano, a Lione nel 1998. E’ titolare della cattedra all’Università di Canberra in Australia, ma in Italia è ritenuto troppo bravo per aver diritto ad insegnare. Per cinque volte viene bocciato a un concorso per una cattedra all’Università dell’Insubria. Per cinque volte il Dott. Lanzetta fa ricorso al Tar e lo vince. Inutilmente. L’incarico viene assegnato sempre a due chirurghi che hanno, confronto a quello di Lanzetta, curriculum inesistenti.

Tutto comincia quando il chirurgo, dopo essersi specializzato in chirurgia della mano nel New South Wales e in Quebec e aver avuto giovanissimo la direzione della Microsearch Foundation di Sydney, aver partecipato a Lione al primo trapianto al mondo di una mano e avere già pubblicato molti dei suoi 190 libri, capitoli di opere collettive e articoli scientifici anche sulle maggiori riviste internazionali, decide di concorrere per una cattedra di professore di ruolo di prima fascia alla «Insubria» per «malattie dell’apparato locomotore». La materia che già insegnava come «associato» alla Bicocca: «Pareva un bando studiato per me». Errore: «Era destinato ad altri». E va avanti, la storia, da ben nove anni.
Dopo le cinque sentenze del TAR e il loro contenuto, scrive Gianantonio Stella sul Corriere della sera di ieri, “…in qualunque paese serio, di fronte a un risultato così si dimetterebbero il rettore, i commissari, i professori dichiarati vincitori. Tutti. Ma non in Italia”.

Incredibilmente sempre nella sanità italiana, nei giorni scorsi è venuto alla luce un altro caso. Durato anch’esso nove anni. Riguarda la signora Silvia. Assunta a metà degli anni ’90 all’ospedale Sant’Orsola, di Bologna come operatrice socio-sanitaria, negli ultimi nove anni ha lavorato solo 6 giorni assentandosi per malattia e per due gravidanze da cui però non è nato nessun bambino. Infatti, la signora, con artifizi e raggiri, riusciva dapprima a ottenere da medici del consultorio familiare e dell’Ospedale Maggiore di Bologna i certificati di maternità a rischio, omettendo poi di sottoporsi a specifici esami diagnostici per l’accertamento dell’effettivo stato di gravidanza.

Adesso la donna è accusata di truffa aggravata, appropriazione indebita ed altri reati ma, nessuno oltre me ha pensato che questa donna è un genio? Nove anni sono un’eternità, reggere un gioco così rischioso è possibile solo con molta bravura, fantasia e con la concomitanza di inefficienze e superficialità di altri soggetti.

In nove anni un capufficio, un collega, l’Inps, a nessuno è venuto in mente di mandare una visita fiscale? un controllo? Nessuno si chiedeva che fine avesse fatto? Ma che razza di dirigenti ci mettono all’ufficio personale?

Se dipendesse da me, licenzierei immediatamente il Direttore dell’Ospedale ed il Capo del Personale ed assumerei questa donna con il compito di scovare i falsi malati e gli assenteisti, sicuramente sarebbe l’unica a possedere i giusti requisiti ed un curriculum di rispetto assoluto.

 

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2 risposte a Se sei bravo, ti tirano le pietre…

  1. isabella scrive:

    Che nervoso!!!!!!!!!!!!!!!!!! Se penso che in Italia questa è la norma e non l’eccezione esplodo! Le regole uguali per tutti in Italia non esistono, atteraverso conoscenze e denaro tutto si può ottenere, l’etica é andata a farsi benedire e stiamo colando a picco. Ho nel cuore tanta amarezza, ripongo le mie speranze nei giovani, che si destino da questo torpore, che si ribellino, il futuro é loro, sto male al pensiero che gli onesti e le persone capaci che potrebbero dare una mano concreta al nostro paese per crescere non possano offrire il loro contributo perché quel posto é occupato dal solito figlio di papà… o figlio di qualcun’altra…. fate voi….

  2. ANNUNZIATA scrive:

    … ce ne era UNO GRANDE, MAGNO, MEDICO ESEMPLARE E COMPETENTISSIMO; che MAI ha cercato la propria GLORIA ma ha sempre svolto la sua missione di medico dedicandosi con la mente il cuore e TUTTO se stesso, UMILMENTE ai propri pazienti, come me, LUI ITALIANISSIMO, lontano dal presentarsi ILLUSTRE PROFESSORE. Sempre dedicando tutto se stesso alla sua VOCAZIONE SACRATA empro della VITA.
    Questo nostro MAGNO connazionale, grande in competenza e in virtù si CHIAMERÀ per sempre PROFESSOR DOTT. EZIO MORELLI! Lui il Morelli di Legnano. .. non aveva bisogno di presentarsi ILLUSTRE, perchè semplicemente era una Grande Autorità, poteva fare a meno del titolo, della vanità…. Ricono0sciamo alNostro ILLUSTRE per eccellenza, Prof. Dt. EZIO MORELLIil primo grande intervento riattaccando il piedino di quel bimbo …se lo ricorda?
    Ma chi è questo Marco Lanzetta? Io ho chiesto il Suo aiuto, lui me lo ha rifiutato per aver fatto delle critiche aberte al MARKETING prepotente e arrogante fatto per lui dalle segretarie con le quali sono entrata in comtatto. Per favore se vogliamo essere davveroleali, giusti riconosciamo INNANZITUTTO la virtù l’UMILTÀ, dote ESSENZIALE per un MEDICO,indipendentemente se Professore o no. Grazie e Auguri a questo Professore LANZETTA.

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