Sfrattata dalla vita

Sto percorrendo l’ Autostrada A10 che attraversa Genova, musica a palla, serenità nel cuore, voglia di arrivare al mare e distendermi al sole, quando improvvisamente le 4 lucciole lampeggianti, delle auto che mi precedono, mi avvisano della presenza di una coda. Rallento e a passo d’uomo il serpentone di auto e camion procede verso quello che, penso, sia il luogo di un incidente. Macchine della polizia, ambulanze, ma non c’è traccia di incidente. Coperta da una delle auto della polizia, a terra, c’è una donna, età all’incirca 40 anni, su di lei si sta prodigando un medico in un massaggio cardiaco. In quel punto l’autostrada passa praticamente in mezzo ad un intero quartiere, con i palazzi che si affacciano sulla strada e dalle cui finestre, decine di persone osservano la scena. In un attimo mi ritrovo a chiedermi come sia stato possibile per quella donna sentirsi male e trovarsi proprio sulla sede autostradale e la drammaticità della scena mi riporta con la mente in un altro tempo, in un altro luogo. Il giorno dopo cerco notizie dell’accaduto e leggo che la donna, disoccupata, che viveva con l’anziano padre di 87 anni proprio in quel palazzo prospiciente l’autostrada, si è gettata dal 7° piano quando alla porta di casa hanno suonato l’ufficiale giudiziario, accompagnato dal fabbro e dalla polizia, per sfrattarli di casa. Leggo che l’ingiunzione di sfratto del tribunale è il seguito di una causa intentata dai parenti della donna, per entrare in possesso di quell’alloggio dove lei era nata e vissuta, ma che per questioni d’eredità, parte della proprietà era andata ai cugini. Lei ed il padre, povero pensionato, vivevano con poche centinaia di Euro al mese e quell’ alloggio era tutto ciò che credevano di possedere. Ludovica, cosi si chiamava, ha risposto con quel gesto, non avendone altri a disposizione, ai cugini, alla zia ed al Tribunale. Come sempre avviene in questi casi, l’etichetta della depressione e dei problemi psichici, viene affissa sulla bacheca della spiegazione. Provo ad immaginarmi solo e disoccupato, a dovermi occupare anche di un’altra persona, 287€ a disposizione mensilmente per cercare di campare e trovarmi a combattere oltre alla guerra giornaliera di sopravvivenza, anche una guerriglia familiare con chi cerca di togliermi l’unico riparo che ho sulla testa, dove sono nato e vissuto, che era di mia nonna. Sono certo che depressione e problemi psichici affliggerebbero anche la più sana ed equilibrata delle persone.

Questa voce è stata pubblicata in Società e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *