Tagliati anche i fondi per la cooperazione e il volontariato

Una notizia che è passata quasi inosservata, ma che desta enorme scalpore, soprattutto alla luce delle emergenze umanitarie legate ai conflitti e alle conseguenti immigrazioni di disperati.

Il decreto legge per la proroga delle missioni all’estero ha nascosto un provvedimento che cancella le figure del volontario e del cooperante previsti nella legge 49/87 sulla cooperazione, lasciando in sospeso e inattuabili progetti e contratti di lavoro che riguardano persone che si dedicano agli aiuti umanitari e che hanno abbandonato le loro rispettive professioni.

Il frutto di un disperato e patetico tentativo da parte del governo di trovare il modo di ridurre le spese, pur lasciando intatti i loro privilegi di casta.

E’ la più ignobile, tra le tante ingiustizie contenute nella finanziaria. Anziché tagliare spese militari, missioni di guerra e sprechi vergognosi, si tagliano i fondi a chi davvero va a portare la pace, a chi si ostina a credere nel cambiamento e in un mondo migliore e più giusto.

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5 risposte a Tagliati anche i fondi per la cooperazione e il volontariato

  1. loretta scrive:

    SENZA PAROLE! lasciati soli proprio loro che si adoperavano per gli altri…mentre di quà la festa continua! Candeggina, per togliere la sporcizia mentale di questa politica. ciao

  2. Raffaele scrive:

    I mass media parlano ancora degli sbarchi? Mi pare di no, eppure ne arrivano un migliaio al giorno, gente disperata, povera ma anche gente che non ha più speranze. Li ammassiamo da tutte le parti, ho visto a Piacenza utilizzare un vecchio dormitorio Fs, gli diamo 40€ al giorno che molti spendono in alcool e sigarette. non sarebbe meglio aiutarli nei loro Paesi e cooperare per il loro sviluppo economico?

  3. speradisole scrive:

    Come Loretta sono anch’io senza parole.
    I poveri, i diseredati, gli immigrati, i malati, i vecchi, i disabili, per questi nostri governanti sono considerati dei rami secchi da tagliare. Meglio farli morire così non si debbono mantenere, è questo che pensano.
    Che tristezza.
    Ciao Raffaele, un abbraccio.

  4. Raffaele scrive:

    Grazie sole, faccio mie le tue parole. Un abbraccio, ciao.

  5. isabella scrive:

    Siamo un paese veramente alla deriva. Come dice Crozza, più ce ne combinano e più li teniamo sulle poltrone: a quando una rivoluzione? Se ben ricordo in Egitto pochi anni fa per l’aumento del prezzo del pane la gente era scesa in piazza, noi non dovremmo anche darci una mossa? Ciao.

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