Tanja Kiewitz la modella disabile

Tanja Kiewitz è una modella di 35 anni senza l’avambraccio sinistro. Ha posato per una campagna di Cap48, organizzazione no-profit attiva nella sensibilizzazione sulla disabilità, ed è diventata una star. Ora e’ richiesta per foto, interviste e la campagna ha già raccolto 4 milioni di euro di fondi. Le maggiori città di Francia e Belgio sono tappezzate dei cartelloni pubblicitari che ricordano ai passanti, i tanti problemi dei disabili. La campagna di sensibilizzazione si chiama “Regard”, (sguardo). «L’ho fatto perché, almeno per una volta, posso mostrarmi come sono senza dovermi nascondere – ha confessato la modella al quotidiano francese Libération – Dobbiamo smettere di pensare che io non sia un essere umano, ma solo un piccolo braccio che penzola con una personalità. Le persone, troppo spesso, pensano che i disabili non abbiano una personalità, li considerano gente diversa. Bisogna sottolineare che io sono in tutto e per tutto una donna che può essere bella e sexy». Parole sante che sottoscrivo in pieno, ma siamo certi che nel nostro Paese una campagna pubblicitaria simile, se mai fosse stata ideata e lanciata, non avrebbe sollevato un polverone scandalistico ?

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2 risposte a Tanja Kiewitz la modella disabile

  1. loretta scrive:

    Essere persone disabili non dovrebbe significare avere una vita parallela, in una società parallela,
    fatta di cose su misura, di percorsi diversi, di opportunità ridotte, dovrebbe invece significare essere
    sé stessi, in questa società, con le stesse opportunità, con i medesimi percorsi.Ma credo che ciò sia di difficile attuazione, la società non rende il cammino dell’identificazione personale come il luogo dei rapporti che ci consente di diventare quello che siamo, autonomi, sicuri di noi, capaci di scelte,
    portatori della nostra peculiarità, figuriamoci per “un diverso”!

  2. Raffaele scrive:

    Io ammiro le persone che essendo disabili riescono a condurre una vita quasi normale, essendo la loro strada lastricata di ogni tipo di difficoltà’ e pregiudizi. Le ammiro proprio perché so che io non ne sarei capace. Ciao

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