Tao, gettato vivo nel cassonetto

Un orecchio attento di un passante ha sentito un flebile mugolio provenire da un cassonetto della spazzatura. Dentro, gettato via come un sacchetto di rifiuti, vi era Tao, piccolo setter ridotto a pelle ed ossa, con un alito di vita nonostante tutto.

Però praticamente morto. Con lui un biglietto lo accompagnava, scritto da una mano infantile di un bambino: Ti Amo.

Portato urgentemente presso un centro veterinario, grazie ai volontari della L.I.D.A. di Palermo, le sue condizioni sono mutate da praticamente morto a grave ma con speranza di farcela.

So con certezza che molti tra i lettori di questo post staranno  pensando: “non è una notizia, buttano via i bambini nei cassonetti…”

Ma non è la notizia in sè che volevo dare, perchè nonostante tutte le brutture che si sentono ogni giorno, barbarie ai danni di creature innocenti, bimbi o animali, io continuo a stupirmi che ciò accada. Mi stupisco sempre nel constatare che esistono persone che trattano la vita altrui come se questa non fosse la cosa più meravigliosa dell’esistenza, che la spengono come si spegne una fiammella di una candela.

Sto ripensando al biglietto.

Dietro c’è un bambino e, probabilmente, un addio d’amore, per il proprio cane che qualcuno gli ha fatto credere essere morto. Poi, a sua insaputa, il metodo più rapido per sbarazzarsi del corpo, il cassonetto.

Spero proprio che sia andata così, che il bimbo abbia realmente creduto di aver perso per sempre il suo miglior amico ed abbia voluto lasciargli quel biglietto con scritto Ti Amo.

Poi rimane tutto il resto. Cosa c’è nella testa di persone così?

Ci servirebbe il Dott. Mengele per scoprirlo. Ditemi pure che sono crudele, ma secondo me, questi omicidi sono semmai ancora più gravi di quelli commessi a danno di persone.

Perchè sono omicidi gratuiti, sempre, senza una ragione, spesso per divertimento o per manifestare verso altri di poter disporre di vita o di morte su una bestiola. Questi individui sono un danno terribile per la nostra civiltà ed andrebbero rieducati, con ogni mezzo, prima di ritrovarceli ancora tra di noi.

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3 risposte a Tao, gettato vivo nel cassonetto

  1. marisa scrive:

    Io penso che chi uccide un animale con tanta facilità è un potenziale assassino di uomini e che se non ci fosse lo spauracchio della punizione (divina o carcere) ucciderebbe come fosse nel far west.
    Questo mi convince che l’uomo è di natura malvagia e trae soddisfazione nel far del male, tipico di chi è più forte.
    Così si spiegano le guerre e i delitti quotidiani e voglio pensare, pur essendo agnostica, che i vari disastri naturali come terremoti, uragani, tsunami siano un segno divino di punizione.

  2. Gianluca Aiello scrive:

    Racconto un aneddoto di quest’estate.
    Nelle giornate di caldo siciliano, le correnti calde correnti marine spingono verso riva sempre più meduse. Purtroppo l’ignoranza generale non riesce a distinguere la differenza tra sopravvivenza e fastidio.
    Questa ignoranza spinge alcune persone a raccogliere le povere meduse con ogni mezzo e lasciarle morire in spiaggia sotto il sole. Perchè? Quel tipo di meduse può provocare al massimo un arrossamento e qualche prurito. Basterebbe spingerle un po’ più in la nella corrente e fare un po’ di attenzione quando si nuota.
    Quel che più mi ha fatto pensare è stata la risposta data da un ragazzino di 10 anni circa ad una mia amica che chiedeva il perchè di quell’atteggiamento. La risposta è stata: perchè mi piace così! Risposta data in presenza della madre e di altri parenti del ragazzino senza che aggiungessero altro.
    Ma non mi meraviglio. Sono consapevole che molti pensano che l’essere umano sia superiore agli altri animali per volontà divina.

  3. Raffaele scrive:

    Ti ringrazio per l’aneddoto che hai raccontato e sono perfettamente d’accordo sulla tua conclusione, cioè che molti esseri umani pensano di poter disporre della vita o della morte di ogni creatura vivente. Da questo concetto nascono poi quei troppi drammi che ci lasciano sconvolti ed attoniti. Ti ringrazio ancora per il commento. Ciao

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