The Blind Side

L’ ultima volta che sono stato al cinema, ho scelto un film, Frozen, la cui trama sembrava intrigante ed interessante. Al termine del primo tempo, i pochi spettatori, compreso il sottoscritto se ne ritornarono mestamente a casa, con la consapevolezza di aver buttato via 10€ ed il rimpianto di una serata sprecata. Non ho mai capito le logiche che muovono la distribuzione di un film in un paese. Ieri sera ad esempio ho visto un film che in Italia non è mai uscito nelle sale. L’ ho visto in Dvd, a casa e voglio parlarne, perchè mi è piaciuto molto e perchè ritengo sia un film molto bello. “The Blind Side” è tratto da una storia realmente accaduta e interpretato, tra gli altri, da Sandra Bullock che per questo film riceverà il premio Oscar come miglior attrice protagonista. Una di quelle pellicole che fanno ridere e che commuovono, una storia vera che suscita speranza e ottimismo. Una storia che vede come protagonista una famiglia bianca, ricca e cristiana, la quale senza ipocrisia e con tantissimo amore adotta un giovane adolescente di colore, Michael Oher. “The blind side”, letteralmente tradotto, è quell’angolo di visuale che il quarterback di una squadra di football americano non può vedere mentre gli avversari cercano di placcarlo. Nonostante il titolo possa confondere, lo sport non è il tema centrale del film. Il tema principale invece è quello del rapporto d’affetto e di protezione che immediatamente si instaura tra la famiglia Tuhoy ed il diciasettenne e sfortunato Michael, ragazzo dal fisico gigantesco e potente, ma con il cuore a pezzi. Senza un letto, senza una casa, senza abiti, senza padre, senza nessuno che si curi di lui, in un ambito sociale degradato e disperato, con i suoi coetanei che sopravvivono a malapena tra spaccio di droga, consumo di alcool, prostituzione, uso della violenza e delle armi.
Alla vigilia del giorno del Ringraziamento, Michael, che tutti chiamano Big Mike, gira solo e infreddolito per le strade di Memphis. In auto, mentre tornano a casa, la famiglia Tuhoy lo incontra e gli offre di andare a dormire da loro. Quest’incontro cambia la vita a Michael, ma anche e soprattutto a tutta la famiglia che lo ha accolto. Esattamente come accade in ogni azione di amore gratuito, la carità cambia la vita e il cuore a tutti quelli che ci capitano dentro.
Michael è docile, buono e molto protettivo. La famiglia lo adotta, lo aiuta negli studi, cerca di ricostruire un rapporto con la madre naturale, lo invita a crescere e a non isolarsi, per questo provano a farlo giocare a football. E così Michael cresce proporzionalmente all’amore che riceve e che ricambia. Un miracolo di umanità che libera le potenzialità del ragazzo. Michael Hoer è diventato uno dei campioni più forti di football americano.
Il film in questione è straordinario e unico del suo genere perché rivoluziona completamente i luoghi comuni e i pregiudizi ideologici che hanno caratterizzato la concezione della famiglia, soprattutto quella bianca e cristiana del sud degli Stati Uniti. Nell’immaginario collettivo, questa tipologia di famiglia è razzista e ipocrita, non a caso Memphis, la città dove è ambientato il film, è stata oggetto di inchieste sulle attività del gruppo razzista Ku Klux Khan, mentre in questo film si scopre la determinazione con cui la famiglia protagonista ama profondamente il ragazzo adottato fino al punto da rompere le relazioni con chi nutre ancora pregiudizi.
Nessun buonismo mieloso, nessuna manifestazione ideologica e ipocrita, ma tanto amore vero verso colui la cui infanzia è stata più difficile. Cominciando dalla mamma adottiva impersonata da Sandra Bullock, al bambino più piccolo che insegna a Mike a giocare a football e gli fa da manager, alla sorella più grande che lo accoglie e lo protegge, causando un certo disagio nelle sue amiche, fino al padre saggio e sincero, tutta la famiglia adottiva cambia la sua vita in funzione del nuovo arrivato.
In una scena del film, vista la felicità che illumina il volto della Bullock, una sua amica le dice: “Stai cambiando la vita a questo ragazzo”;  e lei risponde: “No, è lui che sta cambiando la vita a me ed alla mia famiglia”.

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Una risposta a The Blind Side

  1. che bella storia, grazie per la segnalazione.

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