Tsunami

Il terremoto di 8,9 gradi della scala Richter, poi lo tsunami, spaventoso, come quello del 2004 in Thailandia e Indonesia. Ho seguito praticamente in diretta ogni fase degli eventi, facendo zapping su ogni canale di informazioni disponibile sul satellite, comprese le Tv estere. La cosa che mi ha lasciato sgomento, al di là dei fatti terribili che mi evocavano scene già viste e drammaticamente mortali, è stato ascoltare i giornalisti televisivi nostrani. Le immagini scorrevano tumultuose come le acque che inghiottivano ogni cosa, si vedevano centinaia di auto, barche e case trascinate via, treni deragliati, incendi ed edifici distrutti e loro per ore parlavano di qualche ferito, forse un morto. Siccome secondo me non bisogna poi essere delle cime per capire, in una situazione come quella descritta, che le vittime sarebbero state decine di migliaia, se non di più, come si fa a dire quelle cose? Si possiede una mente ed un cervello in grado di ragionare? Ma dove li prendono? Si fa il giornalista solo perchè si è ricevuta una raccomandazione o per meriti partitocratici? Io giuro che non capisco. Poi, in una tragedia come questa, lo straordinario esempio del popolo giapponese, ordinato, disciplinato, con una calma ed un autocontrollo incredibile. Un popolo che ci mostra cosa voglia dire il rispetto l’uno per l’altro, l’amore verso la propria Patria anche in un momento così difficile, la volontà di trasmettere un messaggio al mondo intero, che si risolleveranno anche da un evento così drammatico. Da ieri poi sto pensando alla nostra amica di Blog Marisa che proprio qualche giorno fa è partita per una tournè in Giappone. Speriamo stia bene.

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8 risposte a Tsunami

  1. isabella scrive:

    Io non ho seguito più di tanto l’evento, ho deciso di non farmi del male. Le prime immagini trasmesse mi hanno fatto prendere coscenza del disastro che stava avvenendo in quei territori ed ho capito che i giornalisti ci stavano riportando quanto veniva loro imposto. Rischio nucleare? Mi stanno raccontando la verità o mi stanno prendendo in giro? Troppe le notizie contrastanti in circolazione da qui la scelta di non occuparmene più. Io cosa posso fare se non essere vicina alla popolazione che in questi giorni sta vivendo sulla propria pelle questa catastrofe? Secondo i media non dovrei neanche provare questo sentimento di solidarietà visto che l’abitante del Giappone é talmente allenato a superare le dure prove della vita che anche dopo un sisma del genere si presenta in ufficio rilassato e riprende come se nulla fosse successo il proprio lavoro. Non voglio credere che sia così, dietro ad ogni catastrofe ci sono delle persone che vivono la tragedia sulla propria pelle ed io voglio restare loro vicina. Aspetto uno scritto da Marisa anch’io.
    Ciao.

  2. Raffaele scrive:

    Io non ci riesco a non seguire queste vicende, poi sono anche stufo di sentire le solite e squallide meschinità della vita pubblica e politica dell’Italia, questo sì che cerco di non sentire più, la nausea non mi passa proprio più.
    Ciao

  3. speradisole scrive:

    E’ sempre stato così qui da noi, si minimizza tutto per paura di far paura alla gente. E’ stato così con Haiti e purtoppo anche in casa nostra (vedi Friuli, Vajont, l’Aquila) abbiamo saputo molto tardi e con poca precisione che cosa era davvero accaduto.
    Anch’io ho seguito il disastro, con angoscia e dispiacere per la gente, ma anche per come è fragile la nostra terra e di come la dovremmo rispettare.
    Ciao Raffaele, un abbraccio.

    P.S. Se ci stanchiamo di denunciare le squallide meschinità della politica italiana di oggi, è proprio quello che i politicanti cercano. Fare i propri comodi perchè la gente non ne può più. Non stancarti Raffaele.
    Fa come ogni prigioniero che ha il dovere di tentare la fuga.

  4. Raffaele scrive:

    Grazie sole, è vero che non bisogna stancarsi, ma lottare è un impegno che assorbe molte energie ed ogni tanto ci si senta proprio stanchi. Cmq accolgo il tuo sprone e mi impegno a continuare la fuga….
    Un abbraccio, ciao

  5. sara scrive:

    Sono convinta che se una cosa del genere fosse successa in Italia le vittime sarebbero state 100 volte superiori.
    Speriamo solo una cosa, che una volta di nuovo in piedi i Giapponesi la smettano con la carneficina di tartarughe,delfini e balene…la natura punisce!

  6. loretta scrive:

    Purtroppo la cronaca degli ultimi giorni ti da ragione e i morti attualmente conteggiati hanno già raggiunto i 5000…stime approssimative e numero destinato a crescere viste le immagini del dopo…un popolo ordinato che preventivamente viene educato ad affrontare il fattore terremoto fin da piccolissimi con esercitazioni obbligatorie (finanziate dallo stato) che abituano il cervello a contenere il panico. ottimo esempio orientale, difficile ipotizzarlo in Italia…

  7. Raffaele scrive:

    @ sara
    Le ho pensate anche io quelle cose, sai che nei mesi scorsi ho scritto post sulle stragi di delfini e balene perpetrate dai giapponesi. Sai che ho scritto che se ne sono sempre infischiati delle preghiere degli ambientalisti e dei naturalisti. Ma non mi sembrava il momento di ritirale fuori, speraimo solo si ravvedano in futuro.

  8. Raffaele scrive:

    @loretta
    Purtroppo temo che i morti si conteranno in decine di migliaia, come ho scritto l’altro giorno. Però che lezione di senso civico ci impartiscono.
    Ciao

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