Un altro giorno

Ieri mattina con il treno che conducevo, sono arrivato a Torino con 30 minuti di ritardo. Svariati e concomitanti motivi la causa del ritardo, estranei alla condotta del treno. Un viaggiatore si è fermato presso la porta della cabina di guida, ha atteso che uscissi e poi mi ha apostrofato così: “E’ lei che ha guidato il treno?”

“Si dovrebbe vergognare, siamo arrivati con 40 minuti di ritardo”
No, guardi che i minuti di ritardo sono 30
“Vergogna, vergogna, vergogna, fate schifo”
E sputando per terra si è allontanato lasciandomi attonito, non senza aver pensato per un attimo che volesse picchiarmi.
Eppure questo è solo un altro giorno, un giorno di alzata alle 5, un giorno che, come molti altri, se vuoi andare avanti ti tocca indossare l’elmetto, una maschera per sorridere ed essere gentile anche quando ti senti bombardato da ogni parte.
Ma intorno a me, per strada, nei posti di lavoro, nei supermercati, vedo persone esasperate, cupe, che si chiedono che succederà tra qualche mese, se ce la faranno a pagare le rate del mutuo, che pensano di vendere la macchina perchè non se la possono permettere, che sanno con certezza che se devono andare dal dentista sono fregate per tutto l’anno.
Un mio amico al quale hanno licenziato la moglie, dipendente della Wagon-Lits, mi ha confessato di essere disperato ed angosciato perché di colpo il proprio reddito familiare si è dimezzato ed a breve non potrà più far fronte alle spese, al mutuo, alla scuola per i figli.
In un clima come questo perdere il senso della realtà è un attimo. Sei un pazzo di ultradestra? Prendi una pistola e spari ai primi neri che incontri. Sei un ragazzetto di ultrasinistra? Ti fai una molotov e la tiri alla sede di una banca. Sei un cittadino di un quartiere difficile? Scendi in strada e dai fuoco al primo campo nomadi. Sei stato licenziato e vedi il tuo datore di lavoro che se la ride al bar mentre prende l’aperitivo? Entri e lo prendi a cazzotti in faccia.
Ti serve solo una scusa, un pretesto, ma tu sei già pronto.
Il problema vero però è che dentro ognuno di noi cresce ogni giorno un male scuro, una rabbia profonda, un senso di ingiustizia e di impotenza che da qualche parte prima o poi dovrà trovare sfogo. Sarà il vicino che tiene la radio troppo alta? Sarà quello con il SUV che ci ha parcheggiato in doppia fila? Sarà il vu cumpra’ che vende collanine? Il negozio del cinese? Il rumeno (pseudo) violentatore? Quei due ragazzi che si baciano sfacciatamente in mezzo di strada? Ne potremmo citare a decine di scuse, ma preferiamo nasconderci dietro il confortante pensiero “sono fascisti”, “sono leghisti”, “sono intolleranti” ecc. Prima o poi se non curiamo la rabbia che coviamo dentro, toccherà anche a noi. Questi pazzi sono solo dei tuoni. La tempesta deve ancora arrivare.

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9 risposte a Un altro giorno

  1. lucia scrive:

    Buon giorno Raffaele, spero che la giornata di oggi, non ti riservi cattive sorprese, non mi meraviglio più di nulla!!
    Un saluto
    Lucia

  2. è vero. la nostra realtà è diventata un incubo per molte famiglie, spero però che le cose si sistemino, non voglio pensare che si possa peggiorare.

  3. marco scrive:

    A mè e successo che una distinta signora arrabbiatissima mi aggredisse verbalmente
    dicendomi:”quando parte questo treno per Torino P. n.” e altre cose più simpatiche.
    Peccato fossimo già arrivati da 10 mimuti e stessi stazionando il treno.
    Bisogna aver pazienza ed essere consapevoli che sarà sempre peggio.
    Ciao

  4. Raffaele scrive:

    @lucia
    Grazie x il buongiorno, vedo che sei mattiniera… 🙂 Ciao
    @marisa
    Sperare non costa nulla, ma si rischia una grande delusione….
    Grazie, Ciao
    @Marco
    Tu mi capisci, lo so.
    Ciao

  5. Zac scrive:

    “non senza aver pensato per un attimo che volesse picchiarmi.”

    E picchiarlo prima tu?
    Prima ancora di pensarci.
    Si chiama san Fermo.
    Un uppercut ben assestato e quel coglione li’ vedrai che non si permettera’ MAI piu’ di importunare un lavoratore.

    Ciao
    Zac

  6. Raffaele scrive:

    @Zac
    Ci mancherebbe !!!! Poi sai che il “cliente” ha sempre ragione…..
    Ciao

  7. espress451 scrive:

    Lucidissima e vera la tua analisi, caro Raffaele. E’ come se dentro si fosse già pronti. A tutto il peggio possibile.
    Un abbraccio, Ester.

  8. Gianluca Aiello scrive:

    Ormai siamo talmente presi da noi stessi e dal nostro egoismo che non riusciamo più a comprendere la realtà che ci circonda.
    Capire il prossimo, le sue ragioni, i suoi problemi. Solidarietà e comunità sono concetti che sono andati a farsi benedire e faremo fatica a farli tornare parti integranti della nostra vita.

  9. Raffaele scrive:

    @Gianluca
    Chi dovrebbe far partire una grande rieducazione di massa ai valori perduti?
    Secondo me questo è il punto, non ci sono più modelli di riferimento, è diventata una società cafona e prepotente
    Ciao e grazie

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