Un mondo di umanità

Penso ai milioni di iscritti a Faccialibro che ogni istante, ogni ora, ogni giorno, riversano sui propri profili, vagonate di buoni sentimenti, amore, rispetto, gentilezza, indignazione per le ingiustizie.
Si direbbe lo specchio di una società dove l’esercito dei buoni, dei gentili, dei giusti, combatte una guerra impari contro pochi ma agguerriti cattivi.
Un mondo di buoni sentimenti, forse solo virtuale, forse solo finto, forse solo un altro mondo.
Mi ritrovo a fare questi pensieri leggendo quanto accaduto qualche giorno fa ad un giovane ragazzo di Cuneo, ipovedente.
Accompagna un’amica a casa con un bus urbano e decide di non portarsi il suo cane guida.
Ma sbaglia i conti con gli orari dei bus e si ritrova, praticamente di notte, solo, distante da casa senza sapere come farvi ritorno.
Cerca di fermare qualche automobilista, chiedere un passaggio, ha anche una faccia da bravo ragazzo, ma nessuno si ferma.
Passa il tempo, la paura e la disperazione aumentano.
Le auto gli sfrecciano vicino senza rallentare.
Come estremo tentativo tira fuori il tesserino dell’ASL sperando che qualcuno capisca che è solo un ragazzo bisognoso di aiuto.
Ma nulla, in oltre un’ora, un migliaio di auto, con a bordo migliaia di persone, passano davanti al ragazzo senza fermarsi.
Ad un certo punto, forse la rabbia, forse lo sconforto, il ragazzo si butta in mezzo alla strada, forse così non potranno far finta di non vederlo.
Ma le macchine continuano a non fermarsi, cercano di schivarlo come fosse un bidone caduto da un camion.
Molti rischiano di investirlo.
Qualcuno chiama il 113, correte c’è un aspirante suicida a Borgo Gesso.
Arriva una pattuglia, capiscono al volo la situazione, l’umanità ritrova un volto nei due agenti poliziotti che, facendo uno strappo al regolamento, prendono a bordo il ragazzo e lo accompagnano a casa.
Qualcuno si chiederà cosa c’entra Faccialibro con questa storia.
Forse nulla o forse tutto, chiediamoci solo se nella vita reale di tutti i giorni, siamo veramente come cerchiamo di apparire nei nostri profili virtuali.
O se invece facciamo tutti parte di una grande finzione.

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9 risposte a Un mondo di umanità

  1. Eliana scrive:

    trovo quanto più rispondente alla realtà quanto scritto .Tutti siamo capaci di scrivere pensieri buoni ma nella realtà quanti sono veri .Io faccio volontariato da anni ,sono anziana ,mi creda non so quante volte mi trovo a dovermi chiedere perché costui è entrato nel volontariato ? Grazie per la sua testimonianza.

  2. espress451 scrive:

    D’accordo con te, caro Raffaele. Si fa più forte la sensazione di essere in un gigantesco Truman Show. L’ultimo episodio l’ho vissuto a scuola con un episodio grave di cyber bullismo tra ragazzine di 15 anni! Scrivendo su Facebook (leggessero libri…) pensano che quanto mettono on line sia solo una finzione, un gigantesco video-game in cui si può tornare indietro e ricominciare. Ti consiglio il film “Cloud Atlas” per cogliere un frammento di cosa potrebbe essere il prossimo mondo ipertecnologicovirtuale.
    Un abbraccio, Es.
    Ps: bentornato!

  3. loretta dalola scrive:

    È grave? nn so cosa sia Faccialibro, dunque poco ho capito del tuo messaggio – confesso che ho pure tentato di capirci qualcosa, consultando google, invano – devo preoccuparmi? sentirmi tagliata fuori dalle novità virtuali? – nel frattempo, ti mando un ciao, vecchio stile

  4. Raffaele scrive:

    @Ester
    Carissima, ho visto il film Cloud Atlas e mi è piaciuto molto, confermo la tua riflessione.
    Su Facebook, la sensazione che sia un’arma impropria nelle mani di adolescenti senza controllo e che sovrapponga in un grande show la vita reale ad una virtuale, è sempre più forte. Lo uso, a modo mio, come ritengo giusto ed utile farlo, ma sempre più spesso ne fuggo.
    Un abbraccio, ciao

  5. Raffaele scrive:

    @Loretta
    Ma cara Loretta, Faccialibro non è altro che Facebook ( tradotto in italiano…. ) non immaginavo che il sinonimo potesse non essere compreso…, scusami.
    Un abbraccio, ciao

  6. Quarchedundepegi scrive:

    Caro Raffaele,

    Sono venuto a cercarti perché, chissà perché mi sei venuto in mente e spero tu stia bene.
    Quello che ho letto fa dispiacere. Devo però dire che, quando mi trovai a sbattere per terra in quel di Varese quel lontano 28 maggio 2005 e, ripresi per fortuna conoscenza (altrimenti non potrei raccontartelo – è ovvio!), trovai intorno a me una grande e disinteressata umanità.
    Il problema è che sono in troppi quelli che fingono e ti truffano e quasi tutti, se riconosciuti, rimangono impuniti con la consapevolezza che in Italia si può fare quello che si vuole… se si è disonesti.
    Lo dimostra il fatto che un condannato in via definitiva continua a dire la sua… e tutti lo ascoltano… anche chi in questo momento ha le redini del potere.
    L’ho fatta troppo lunga, ma ho il piacere di averti ritrovato.
    Come si fa a ricevere i tuoi articoli?
    Buona Domenica.
    Quarc

  7. loretta dalola scrive:

    Che figuraccia! io e l’inglese proprio non andiamo d’accordo – ora che ho letto e capito, mi vergogno tanto…sigh sigh! Credo l’individualità, oggi, abbia raggiunto un livello altissimo, non siamo più abituati al prossimo e alle sue esigenze – corriamo frenetici senza fermarci, tecnologici ma fragili – a volte indifferenti e spesso crudeli –
    spero di aver rimediato all’ignoranza e alla poco intuizione – ciao

  8. Jan Quarius scrive:

    Io penso che molti in rete cercano di essere se stessi ma o perchè riescono difficilmente ad esserlo nella realtà.

    Comunque il perbenismo conformista è alquanto irritante: tutti dispiaciuti, buoni, corretti e alla fine si rivelano delle merde identiche alle cose che criticano.

    Jan Quarius

  9. Quarchedundepegi scrive:

    Raffaele!
    Ci sei ancora?
    Stai bene?

    Quarc

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