We Want Sex

Ieri sera ho visto questo bellissimo film, dal titolo un pò fuorviante, difatti non è un hard o un sexy movie, ma un film  ben fatto e drammaticamente serio, che narra la storia vera delle rivendicazioni sindacali delle operaie donne della Ford in Inghilterra, nel 1968, le quali ambivano alla parità di salario con gli uomini loro colleghi. All’epoca, in tutto il mondo, le donne che lavoravano ricevevano un salario che era la metà di quello degli uomini. We want sex” significa  “We want sexual equality”, parità di trattamento retributivo fra uomini e donne. Ai tempi, una vera rivoluzione, ma grazie alla caparbietà delle donne coinvolte e soprattutto della protagonista, Rita, una donna normale e timida che si scopre leader di una lotta sacrosanta, sarà una battaglia vincente. Vedere questo film mi ha fatto pensare a tante cose: alla recente vicenda Fiat, alle dure lotte della mia categoria di lavoratore negli anni ’80 ed alle attuali vicende politiche e sociali. Gli italiani forse non hanno più la forza di indignarsi, tantomeno di lottare, ammorbiditi in comodi divani  pronti a farsi somministrare la dose quotidiana d’ipnosi da TG1 e Grande Fratello, armi di distrazione di massa che soffocano l’indignazione e fanno chiudere gli occhi dinanzi a soprusi, ruberie, e a una politica nel suo complesso mai così distante dalla vita reale di coloro che essa dovrebbe rappresentare. E guardare cosa succede in Inghilterra, non troppo distante da noi, a un deputato che sottrae denaro pubblico (cacciato dal partito, cacciato dal Parlamento, e infine in galera, quella vera) fa pensare alla contraddizione con la politica nostrana e con il numero di inquisiti, imputati, pregiudicati e condannati anche per reati gravissimi, che siedono in Parlamento, coperti omertosamente da chi non li caccia a pedate (cittadini compresi) e per questo ne è complice. Concludendo, un Paese che perde la forza di indignarsi è un Paese che non esiste più.

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6 risposte a We Want Sex

  1. è vero, l’Italia non esiste più come popolo nè come stato vista la considerazione che abbiamo nel mondo ma grazie della segnalazione, vedrò molto volentieri il film di cui parli.

  2. isabella scrive:

    Sei proprio sicuro che tutto sia perduto? Io non penso che l’ Italia non esista più, io come molti altri non mi allineo, cerco di mantenere vivo il “mio pensiero”, lo so spesso mi viene da pensare come tu dici, ma subito dopo vedo molte altre persone che non sono sedute sugli scranni dorati e che fanno silenziosamente il proprio dovere. Io vedo in queste persone la vera Italia e ultimamente non mi soffermo più di tanto su tutto il resto, rodersi l’anima non porta a nulla, loro con me hanno chiuso!
    Ciao.

  3. Quarchedundepegi scrive:

    Mi è piaciuto veramente molto:”armi di distrazione di massa”.
    Ormai non sono più giovane e ho vissuto la guerra, la fine della guerra, la ritirata dei tedeschi in colonna (proprio a Pegli) e le varie campagne elettorali.
    Avevo sempre pensato che l’italiano avesse una “spina dorsale” capace di farlo reagire! Chissa!
    Non voglio perdere la speranza.

  4. Raffaele scrive:

    @Marisa, Isabella, Dottore
    Grazie a voi del contributo, vi confermo che la speranza io non la perdo mai, anche se a volte mi sento un pò disperato. Un sincero augurio di Buona Pasqua a voi ed alle vostre famiglie.

  5. Francesco scrive:

    Anche io la penso come te!! Viviamo in una nazione che a tutto pensa tranne che al benessere comune.. Che ti devo dire siamo sfortunati questo è vero… Oggi ci fosse da fare una guerra sarei più contento! Visto che ieri era Pasqua avete mangiato il coniglio??

  6. Raffaele scrive:

    Dai Francesco, un pò di ottimismo…. coniglio al sivè …
    Pat fa me al sivè. Ciaooo

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