Siamo lo zerbino dei libici ?

Cos’ altro si può pensare dopo aver assistito in questi giorni all’ ultimo evento da Far West marittimo, che ha visto come protagonisti un peschereccio italiano ed una motovedetta libica di fabbricazione nostrana? Passi che ogni 2 per 3, Gheddafi arriva a Roma con il suo carrozzone e si comporta come un padrone e non come un ospite, e noi tutti lì ad ossequiare le sue richieste assurde e pretenziose, ma questa della motovedetta regalata ai libici che insegue sparando per 5 ore un nostro peschereccio che si trovava in acque internazionali, avendo pure a bordo dei militari italiani della guardia di finanza…. cosa si può pensare? Ma i nostri militari a bordo, cosa ci stavano a fare, preparavano i panini? Ma poi, come si può avere il coraggio di giustificare un fatto così grave, dicendo che è stato un errore, come hanno detto Frattini e Maroni? Ma ci siamo tutti rincretiniti ? O loro pensano di poter dire qualsiasi cosa, tanto noi siamo così stupidi che non siamo neppure più capaci di fare un semplice ragionamento? Baciamo le mani, picciotti….

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2 risposte a Siamo lo zerbino dei libici ?

  1. Vittorio scrive:

    La “sindrome di cazzaro” è una nuova patologia molto simile a quella di “stoccolma” ed altrettanto studiata dagli scienziati di tutto il mondo ma totalmente ignorata quì in Italia.
    Eppure è diffusa in tutto il territorio nazionale ed in special modo a Varese ed a Roma.
    Consiste,la “sindrome di cazzaro”, nel dire,nel fare,nel comportarsi e nell’adeguarsi al dire,al fare,ai comportartamenti ed alle prese di posizione di chi è portatore malato di tale virus.
    Un esempio eclatante lo vediamo in questi giorni,in relazione alla vergognosa vicenda del 13 settembre 2010,data di inizio della guerra civile.
    I predoni libici ,assistiti da sottoposti italiani,hanno inseguito e mitragliato un peschereccio italiano,usando una motovedetta italiana gentilmente donata.
    Il peschereccio è fornito di un sistema elettronico di rilevamento della posizione,il comandante del peschereccio è un onesto lavoratore del mare nelle sue piene facoltà mentali ed altrettanto lo sono i componenti dell’equipaggio.
    Il comandante si trovava a bordo insieme ai suoi marinai,in assoluta assenza di malati di “sindrome di cazzaro” ed ha riferito che,al momento dell’atto di pirateria,era a circa trenta miglia dalle coste libiche. Riferisce pure di essere stato inseguito a lungo dai pirati e,malgrado il mitragliamento,di essere riuscito a sfuggire alla cattura sfruttando al massimo la potenza dei motori.I marinai hanno confermato quanto detto dal comandante. Il sistema elettronico installato a bordo conferma la posizione del peschereccio al momento dell’aggressione ed i carabinieri dei Ris hanno riscontrato la presenza di decine di fori di proiettili sulla fiancata del barcone,sul ponte e sulle paratie esterne ed interne.
    Questi i fatti,e sottolineo i fatti.
    Ma,improvvisamente, si inseriscono i malati di “sindrome di cazzaro”.
    Dal momento che il portatore malato di tale virus,il noto “Tinto”,è completamente avviluppato da una storia di sensi e di interessi con il capo dei predoni libici e non vuol sentir parlare di queste cose,tutti gli altri infettati,dal melomane capetto dei ‘tintoni’ padani,tal Maroni, al diplomatico sotto capetto dei ‘tintini’ in feluca,tal Frattini,entrambi in preda alle convulsioni della malattia hanno sparato le più grosse ed incredibili cazzate.
    No,il predone libico non è un predone ma un meraviglioso amante ed essendo impegnato nei faticosi amplessi col “Tinto”,non può essere l’autore o l’ispiratore dell’aggressione.
    No,il peschereccio era entro le acque territoriali libiche.
    No,il peschereccio non pescherecciava ma trasportava immigrati clandestini.
    No,il peschereccio non è stato inseguito.
    No,i fori riscontrati sono stati causati da un banco di aguglie inferocite.
    No,non è stata un’aggressione ma un incidente.
    No,non è stato neppure un incidente.
    No,nel golfo della Sirte non è successo niente,la luna era quasi piena ed il comandante del peschereccio è un notorio ubriacone.
    Queste ed altre sono state le manifestazioni della virulenza della malattia sindromica.
    Le cure,efficacissime, ci sarebbero pure,dalla scarica di calci in culo al ricovero coatto in un Centro di accoglienza per immigrati clandestini,ma quello che manca è la volontà di assistere e curare questi poveri malati. E poi,gli infermieri di minoranza sperano ardentemente di essere colpiti anche loro dal virus,come è capitato al furbissimo e ultra tempestivo Veltroni l’africano ed in più,l’unico cattedratico che si intende di sindromi e di predoni islamici,il mullah Ignazio,personaggio notoriamente sobrio e,forse,astemio,non si è potuto rintracciare.
    Non si è saputo se era al Billionaire o se,truccato da connazionale,era a bordo della motovedetta piratesca per impedire ai nostri finanzieri di buttare a mare i pirati.
    Misteri della scienza…

  2. Lucrezia scrive:

    Come Nazione lo siamo diventati sicuramente negli ultimi anni, come cittadini italiani lo siamo nei confronti dei nostri governanti.

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